La mia prima libreria: un’idea originale per un regalo speciale

Non vi capita mai di non sapere cosa regalare per un’occasione speciale come una nuova nascita, una cerimonia importante o un compleanno…senza la paura di fare un doppione?

Da quando sono mamma, questo mi succede. E quindi spesso chiedo ai genitori di quel bambino o bambina se manca loro qualcosa o se hanno bisogni/desideri specifici. Se invece ho già un’idea…cerco di indagare se per caso ce l’hanno già o c’è qualcuno che ha intenzione di farlo. Ma capite bene…che non sempre è così facile e possibile farlo!

Da poco abbiamo festeggiato il battesimo di una bellissima bambina di nome Bianca, 6 mesi di gioia pura. Ho riflettuto a lungo per lasciarle in dono qualcosa di davvero speciale e alla fine ho pensato alla sua prima libreria, con tanto di scaffale ed una selezione di libri che mano a mano crescono con lei. E’ un’idea originale, personalizzata e che penso sia difficile che abbia già a 6 mesi di vita.

Così, complici i nostri zii, abbiamo messo in pratica il tutto. Cosa ne pensate?

Il regalo è piaciuto ai genitori e molti erano incuriositi e andavano a guardarla.

A fine giornata i libretti giravano per i tavoli e la piccolina esplorava con le sue mani, con la bocca e gli occhi il suo libretto sensoriale pieno di etichette da mangiucchiare.

Penso sia un regalo da riproporre anche per una nascita, un compleanno e, con i giusti accorgimenti, anche per i più grandi.

Intanto vi lascio di seguito nel dettaglio la selezione di libri scelti per fascia d’età:

A partire dai 3 mesi: libretti sensoriali


A partire dagli 8 mesi: primi libri cartonati

Primi carezzalibri di Usborne

Dagli 8-10 mesi: i libri sonori con i versi degli animali

“Tocca senti ascolta” Gi animali Dami editore

“La fattoria parlante” Libri sonori Usborne

A partire dai 12 mesi: I libretti cartonati con le routine quotidiane di Clavis Prima Infanzia

A partire dai 24 mesi:

Per aiutare i bambini nei passaggi verso l’autonomia: Posso guardare nel tuo pannolino?” Clavis editore

Dai 2 anni/ 2 anni e mezzo: Apri le finestrine! La Coccinella editore

Ovviamente potete sbizzarrirvi con la fantasia!

Parole di mamma – Esperienze di una mamma logopedista

“Vivere intensamente, condividere esperienze, crescere con bambini felici e liberi”

La montagna di libri più alta del mondo: quando l’immaginazione spicca il volo

Eccoci con il nostro appuntamento con il libro della settimana, oggi vi presento:

“LA MONTAGNA DI LIBRI PIU’ ALTA DEL MONDO”

testi ed illustrazioni di Rocio Bonilla, Valentina Edizioni www.valentinaedizioni.it

Lucas desiderava volare più di qualsiasi cosa al mondo, ma il suo sogno sembrava impossibile da realizzare! Finchè la mamma mise un libro nelle sue mani…”

Ci sono altri modi di volare” gli dice la mamma. Lucas all’inizio non comprende appieno le sue parole, ma dopo aver cominciato a leggere il primo libro, amandolo fino alla fine, senza accorgersene ne inizia un altro, poi un altro e un altro ancora, sbalordito ed incredulo di quante cose può scoprire, apprendere ed immaginare.

Continua a leggere senza mai fermarsi e comincia così a fare una montagna di libri, sedendosi sopra e chiedendone altri. Così tutti, ma proprio tutti gli regalano libri, sapendo di farlo felice. E’ così, preso dalla lettura non scende più, nemmeno per mangiare o dormire.

La sua montagna di libri diventa così alta da diventare famosa, attirando la curiosità e l’attenzione di tanti visitatori…

E intanto Lucas continua e continua a leggere… finchè un giorno all’improvviso capisce quello che la mamma voleva dire. Lui non poteva volare, ma la sua immaginazione si, compiendo viaggi infiniti senza limiti di tempo e spazio.

Come farà però ora a scendere dall’altissima montagna?

Un libro per piccoli grandi sognatori, per chi attraverso la lettura scopre mondi nuovi e ne resta affascinato. Un libro che dà valore e importanza alla lettura, come mezzo per elevarsi, per aprire la mente a nuove scoperte e alla fantasia.

Lo amerete, ne sono certa. Mettiamo nelle mani dei nostri bambini il valore della conoscenza, regaliamo loro il tempo per leggere e per pensare. Perché…

“Un bimbo che legge, sarà un adulto che pensa”

Dello stesso autore potete trovare:

Parole di mamma – Esperienze di una mamma logopedista

“Vivere intensamente, condividere esperienze, crescere con bambini felici e liberi”

La cosa più importante – Libro per l’infanzia dai 3 anni

Ci sono libri che ti colpiscono così. Appena li vedi li apri, scorri con le dita le pagine, gli occhi si soffermano sulle parole e la mente comincia a volare. Ti immagini il sorriso di tuo figlio mentre glielo leggi seduta sul letto alla sera e così lo chiudi sorridendo dentro di te. Perché ne sei certa. Gli piacerà di sicuro.

Questo penso che capiti a tutte le mamme. Vedi una cosa anche distrattamente e pensi subito a quanto farebbe felice il tuo bambino. E questo ti basta per essere felice.

Il libro di oggi mi è capitato casualmente tra le mani mentre facevo un giretto in una libreria ben fornita a Trento, ho adocchiato il titolo e mi ha incuriosito subito. L’ho preso in mano e ho capito che doveva far parte della nostra libreria a casa.

Il libro in questione è:

“La cosa più importante” di Antonella Abbatiello, Fatatrac edizioni www.fatatrac.it

Consigliato dai 3 anni

Pensate, la prima edizione è del 1998.

Gli animali di Pratorosso si sono riuniti in assemblea e discutono in maniera accesa su quale sia la cosa più importante: avere la proboscide come l’elefante, gli aculei come il porcospino, il collo lungo come la giraffa, essere verdi come la rana o avere le ali come gli uccelli?

Naturalmente ogni animale è convinto che la propria particolarità sia quella fondamentale che tutti dovrebbero avere e cerca di convincere gli altri della propria teoria.

Ma quando le doppie pagine, che si aprono a sorpresa, mostrano di volta in volta tutti gli animali con le orecchie lunghe come il coniglio,…

…oppure con gli aculei…

…o con il collo lungo come la giraffa….

…dovranno convenire che l’importanza di ciascuno sta proprio nella “sua diversità”, che lo rende unico ed essenziale alla vita del bosco.

Ma…e come sarebbero gli animali con tutte le caratteristiche degli altri combinate insieme??(questa è la pagina in cui Nicola ride come un matto!)

Un importante messaggio interculturale in una divertente e smagliante favola moderna.

Ha ottenuto la menzione d’onore per le tematiche della pace e della convivenza sociale direttamente dall’UNESCO.

Ovviamente super consigliato.

Parole di mamma – Esperienze di una mamma logopedista

“Vivere intensamente, condividere esperienze, crescere con bambini felici e liberi”

Il bambino con le scarpe rotte: un libro per andare oltre i facili giudizi e le etichette che la povertà può portare con sé

Oggi vi presento un libro davvero toccante: “Il bambino con le scarpe rotte” di Rosa Cambara e Ilaria Zanellato, edizioni GruppoAbele, della collana “I BLUBI dei piccoli”, uscito a settembre 2018.

www.edizionigruppoabele.it edizioni@gruppoabele.org

Rosa Cambara è giornalista, pubblicista e giovane autrice per l’infanzia, cura un blog contro il bullismo www.stopbulli.it. Si occupa di comunicazione e lavora nel sociale.

Ilaria Zanellato, illustratrice, si è laureata allo IED di Torino in illustrazione e visual communication. Con le edizioni Gruppo Abele ha partecipato alla raccolta “Di qua e di là dal mare”, di Carlo Marconi (2018).

La collana “I Bulbi dei piccoli” si avvale della collaborazione di Maria Teresa Arcella, Psicologa e Psicoterapeuta

Piccole chicche del libro: è stato scelto ed utilizzato un carattere ad alta leggibilità “Easy Reading Font” Dyslexia Friendly ed è stato stampato su carta Arcoset, carta da fonti gestite in maniera responsabile.

Dario sente sempre le risate dei suoi compagni. Proprio non lo lasciano in pace: sono come una zanzara fastidiosa che di giorno gli ronza nelle orecchie e di notte si nasconde dietro il letto!Il bambino con le scarpe rotte, è così che qualcuno lo chiama a scuola. E loro, i bulli della classe, sono sempre pronti a litigare!”

Una storia che si apre con un passo incerto e timido, sino a spiegarsi in una corsa di libertà e desiderio di riconoscimento.

Per andare oltre i facili giudizi che la povertà può portare con sé.

Un racconto sociale che descrive in maniera dettagliata, puntuale e sottile la derisione, le prese in giro e la vergogna che tutto questo comporta. Partendo dal punto di vista di Dario, il bambino che vive e sopporta l’umiliazione a scuola. Dai propri compagni che lo guardano e vedono solo quelle scarpe rotte, simbolo di povertà, malvista e accettata dalla società.

Tutti si girano verso di me, alti come giganti. Mi fissano dall’alto al basso e io mi sento piccolo e molle, come una formica”.

Quello che colpisce è che emergono non solo le emozioni, ma anche i pensieri del bambino e le immagini che accompagnano le parole sono così vere e realistiche che ci si ritrova catapultati in quella stessa classe ad osservare questi atti di bullismo con il cuore pesante senza poter far nulla.

La paura del gruppetto guidato dal bullo di turno mentre l’insegnante ritarda ad arrivare, i calci alla sedia di Dario, le offese e gli insulti che sputano fuori dalle boccacce fino ad arrivare a quel: “Basta, devo farli smettere” come diritto fondamentale alla propria dignità.

Emerge la rabbia che porta a sua volta a reagire con le mani ed inevitabilmente Dario si trova a dover fare i conti con il senso di colpa e con la vergogna di sentirsi piccolo. Non gli resta che correre, fuggire da quella situazione impossibile da sopportare ancora.

“Mi chiuderò in casa e non sapranno più nulla di me, visto che non mi vogliono“, pensa il bambino.

Ma con un’enorme capacità di autoriflessione Dario torna alla razionalità e decide di tornare per dire quello che ha fatto. Pensando poi di non tornare mai più a scuola.

Il ritorno a testa bassa, la rabbiatura dell’insegnante, la consapevolezza di aver rotto l’unico suo paio di scarpe e l’ennesima derisione fanno scattare qualcosa dentro a Dario. Con uno slancio si sbarazza di quel simbolo, di quell’oggetto inutile che ha ai piedi e comincia a correre sentendosi libero come mai prima. Dimostrando a sé stesso e agli altri che anche lui esiste e ha delle potenzialità. Si dice: “Non pensavo di essere così veloce!Ho sempre camminato piano per paura di distruggere il mio unico paio di scarpe, am ora che le ho buttate via mi sento libero come un ghepardo, anche se i piedi mi fanno male.”

Bob il capo dei bulli prova ad inseguirlo anche lui senza scarpe, ma non ce la fa e in un momento di bisogno, Dario è pronto a tornare indietro sui suoi passi per tendergli la mano ed aiutarlo.

Una storia di ingiustizie e di ribellione. Un percorso di riscatto di grande intensità verso la libertà. Una storia di rispetto verso sé stessi e verso l’altro. Una storia commovente di umanità, dove un gesto gentile a chi ci ha deriso può cambiare le sorti del nostro domani. “Il perdono non cambia il passato, ma amplifica il nostro futuro”.

Non sento più le loro risate. Alla fine la mamma mi aspetta al cancello e mi guarda accigliata. “Scusa se ho rotto le scarpe”. “Non preoccuparti tesoro, tutto si aggiusta”. Mi abbraccia lei. Torniamo a casa, mi prende per mano come quando ero piccolo”.

“Questa è la storia di un bambino che si è tolto una maschera che lo faceva soffrire, ha guardato quelle che avrebbe dovuto invidiare e ha scelto infine di non indossarne nessuna”. Di Nadia Terranova, scrittrice

l libro offre davvero tantissimi punti di riflessione per bambini ed adulti. Il tema della povertà, come quello del bullismo è difficile da affrontare con i bambini. Ma Dario potrebbe essere nostro figlio o un qualunque compagno di classe, che ha un unico paio di scarpe, che purtroppo si stanno rompendo del tutto, che ha i calzini con i buchi, un giacchino troppo pesante per la stagione e lo zaino che era stato dei suoi fratelli.

Una famiglia come tante.

Penso sia un importante messaggio da trasmettere a tutti, per poter accogliere senza giudizi chi troviamo accanto nel nostro cammino e poterlo guardare negli occhi senza discriminarlo per quello che indossa.

Parole di mamma – Esperienze di una mamma Logopedista

“Vivere intensamente, condividere esperienze, crescere con bambini felici e liberi”