La balbuzie spiegata ai bambini: il libro “Il mio amico Tartattà”

Come spiegare la balbuzie ai bambini?Sicuramente con un linguaggio semplice e alla loro portata, ma soprattutto spiegando cosa vuol dire per una persona balbettare.

“Perché la balbuzie è molto più del semplice fatto di balbettare”

Grazie alla libreria on line Caramelle di carta www.caramelledicarta.it e alla ricerca preziosa di Emanuele, ho scoperto questo libro dedicato proprio alla balbuzie: “Il mio amico Tartattà” di Béatrice Fontanel e Marc Boutavant

La Nuova frontiera Junior edizioni     www.lanuovafrontierajunior.it

Indicato dai 7 anni.

Quando alla ricreazione iniziò a parlare, non potevamo credere alle nostre orecchie. Balbettava da morire….Non mi ricordo più chi lo chiamò per la prima volta “Tartattà”. Non era molto carino, ma sinceramente gli stava a penello”.

Così Ferdinando, un bambino della scuola primaria, racconta l’arrivo di un nuovo compagno di nome Basilio, che a sorpresa di tutti i bambini…balbetta e balbetta proprio tanto.

Ferdinando racconta con grande spontaneità la sua amicizia con Basilio, chiamato da tutti con il soprannome di “Tartattà”: lo stupore iniziale, le prese in giro, la progressiva scoperta della sua sofferenza ed infine il consolidarsi di un legame d’affetto e stima.

“Una storia sulla diversità, piena di originalità e di humour”

Un libro davvero ricco di informazioni, che può aiutare i bambini a conoscere più da vicino la balbuzie, ma soprattutto la persona che balbetta, i suoi sentimenti, le sue paure, le strategie che può mette in pratica per far fronte alla propria balbuzie o per evitarla, la rabbia e la frustrazione.

L’ambiente in cui si svolge la storia è la scuola primaria. Basilio è al suo primo giorno e appena arrivato viene deriso ed imitato appena comincia a parlare e a balbettare. Tanto da venirgli affibbiato un soprannome “Tartattà” in cui il bambino col tempo si identifica e non tenta di modificare le cose, quasi con triste rassegnazione.

C’è tanto della balbuzie in questo piccolo libro.

La difficoltà nel presentarsi e dire il proprio nome a voce alta davanti a tutti, le sostituzioni di parole, gli evitamenti comunicativi e i cambi di contenuto.

Ma non solo. La descrizione delle sensazioni corporee e delle emozioni del bambino associate alla propria balbuzie, nel suo caso: vergogna, tristezza e la rabbia e la frustrazione per le continue prese in giro.

Le bugie. Basilio arriva ad inventare falsità e scuse per non affrontare determinate situazioni in pubblico, sotto lo sconcerto e l’incomprensione di chi gli sta attorno.

La comprensione da parte dell’adulto che c’è qualcosa che non va.

L’inizio della terapia logopedica, chiamata all’inizio dal bambino simpaticamente “logo-vattelapesca, una specie di maestra che ti insegna a parlare bene”. “Quella civetta mi ha detto che ci vuole tempo”.

La tristezza di accettare che il cambiamento non è semplice e veloce.

La fatica e la spossatezza di inceppare nelle parole in classe nel dire ciò che ha studiato a casa con tanto impegno.

Poi un evento, il comportamento strano, il bisogno di stare da solo.

Si scopre una parte importante della vita del piccolo Basilio. La pazienza di chi veramente ascolta e capisce. L’empatia.

A questo punto, è inevitabile non affezionassi a questo bambino.

Poi le cose cambiano un po’ alla volta, le prese in giro diventano consapevolezza di qualcosa di sbagliato e anche Basilio piano piano, con fatica, accetta e si inserisce tra i compagni e la vita sociale.

Il cambiamento. Questa storia parla di cambiamento interno ed esterno.

E della nascita di un’amicizia davvero speciale.

Se ancora non l’avete capito…ve lo consiglio caldamente, soprattutto ai colleghi e alle colleghe logopedisti che si occupano di balbuzie.

Darà ai bambini un potente messaggio.

Lo trovate nella libreria on line di Caramelle di carta www.caramelledicarta.it

Sempre degli stessi autori e della stessa casa editrice, c’è anche “Tartattà in prima media”, consigliato dai 9 anni.

“È il gran giorno. Ferdinando e Basilio, detto Tartattà perché balbetta, cominciano la scuola media. I due amici sono ansiosi ed emozionati, soprattutto Tartattà”. Come sarà il loro primo giorno di scuola?

Una serie dedicata ad affrontare il tema della balbuzie con sensibilità, intelligenza e un pizzico di sano humour.

Tartattà ancora una volta ci parla prima di tutto dell’amicizia, della voglia di condividere, di andare oltre le difficoltà, di giocare e di vivere.

La voce narrante è quella del miglior amico di Tartattà, Ferdinando, che ci descrive la balbuzie dal suo punto di vista, mentre il lettore riconosce negli evitamenti comunicativi, nelle deleghe e nell’incessante ricerca di nascondere a tutti la propria balbuzie il sensibile Basilio.

Il primo giorno alle scuole medie può essere davvero pieno di aspettative, di preoccupazioni, di paure e di domande. Ma anche di sorprese e i due amici si ritrovano a causa di alcuni lavori in corso seduti sul prato con la classe a scrivere un tema sull’estate.

E nello scrivere Tartattà trova il coraggio di raccontare la sua storia e di farlo sapere a tutti grazie alla voce del suo migliore amico. “Tartattà aveva scritto che gli piacevano le vacanze, perché poteva arrampicarsi sugli alberi e parlare con loro per ore. Soltanto loro sapevano ascoltarlo senza mai prendersi gioco di lui. Perché, nella vita, voleva che tutti lo sapessero da subito, dal primo giorno delle medie, lui era balbuziente. Ecco fatto. Detto. Ho letto fino alla fine.”

La grande forza di questo bambino colpisce, il suo bisogno di comunicare è più importante della paura del giudizio dell’altro. E alla fine si riconosce in quelle parole, negli occhi del suo amico e nel sorriso della sua professoressa che lo incoraggia ad essere sé stesso.

Bellissimo da leggere. Super consigliato!

Parole di mamma – Esperienze di una mamma logopedista

“Vivere intensamente, condividere esperienze, crescere con bambini felici e liberi”

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